venerdì 23 ottobre 2015

A Roma




martedì 13 ottobre 2015

Trova le differenze..




giovedì 8 ottobre 2015

IL PARLAMENTARE CHE TI SERVE


Dalle 22 il secondo turno.. per prenotare ilparlamentarechetiservem5s@gmail.com




venerdì 25 settembre 2015

venerdì 12 giugno 2015

Mafia Capitale non schioda..

“In quest’intreccio sono fortemente implicati personaggi di primo piano sia dei partiti del centro sinistra che di quelli del centro destra, in una relazione perversa che non bada ad altro che agli affari ed alle posizioni di potere. Per questo ne chiediamo l’immediato scioglimento e l’indizione di nuove elezioni. Il cuore del sistema politico della nostra città è fortemente inquinato da una modalità di gestione del potere di tipo mafioso che non ha neanche bisogno di mostrarsi in forma coercitiva e violenta. Esso infatti non trova ostacoli, ma anzi una predisposizione alla corruzione da parte di tutti gli apparati, sia politici che amministrativi. Una disponibilità diffusa a ricevere mazzette e a spostare quote di bilancio da un capitolo all’altro.
In occasione della prima tranche di arresti la giunta Marino rivendicò la propria estraneità da Mafia Capitale e sostenne la necessità di continuare nel governo della città per favorire una vera opera di rinnovamento. In realtà nei mesi successivi, non solo non abbiamo assistito a nessun vero segnale di inversione di rotta, ma abbiamo anche dovuto subire l’approvazione di un bilancio lacrime e sangue per la parte già sofferente della città: le periferie, i settori popolari e diverse categorie di lavoratori. Il rinnovamento avrebbe potuto riguardare almeno l’ambito amministrativo, visto che sul piano delle politiche sociali, Marino ha deciso di seguire la linea renziana. E invece si scopre, con la nuova ondata di arresti, che la macchina del Comune continua ad essere fortemente infiltrata da una fitta rete di soggetti che operano con lo stesso sistema di sempre. Il Sindaco Marino, oltre a non essersi mai mostrato all’altezza di questa città meravigliosa, oggi si ritrova con una giunta decimata dagli arresti. Lui fa finta di non vedere, ma la realtà è molto chiara: la sua è la peggiore amministrazione che i romani abbiano avuto negli ultimi 30 anni, facendo tagli ai servizi ed abbandonando le periferie per consegnare la città nelle mani dei privati.
Da Veltroni ad Alemanno ed ora a Marino il sistema non cambia, ma si perpetua impunemente. I piccoli ritocchi alla compagine di giunta non hanno prodotto alcun cambiamento sensibile, sono stati una foglia di fico utile a consentire che tutto restasse inalterato.
A Roma c’è la mafia. Non ci credevamo  invece è proprio così: esponenti del Partito Democratico, Forza Italia e di tutte le altre forze politiche, salvo il M5S, sono finiti in manette o indagati. Lunedi 15 giugno ci riuniremo tutti in Campidoglio alle h. 17,30 per ribadire la nostra posizione. Marino a casa, Roma ai cittadini onesti!

mercoledì 18 febbraio 2015

Piccolomini chi era costui?

Parco Piccolomini è un'area di pregio paesaggistico, per la quale fin dagli anni '70 i comitati di quartiere, le associazioni e i cittadini hanno lottato in primis per la difesa dalle speculazioni, ma anche e soprattutto per una fruizione pubblica del parco. Il M5S del Municipio XIII di Roma ha presentato una mozione che è stata approvata nel Consiglio Municipale del 17 febbraio 2015 per chiedere di rendere finalmente accessibile l'area verde ai cittadini del quartiere. All'interno del Parco c'è una vasta tenuta di origine rinascimentale che porta il nome di Villa Piccolomini, un vero gioiello, lasciato in eredità dal Conte Piccolomini alla Fondazione "Nicolo Piccolomini per l'Accademia d'Arte Drammatica" che aveva lo scopo di tutelare la categoria degli attori drammatici, ovvero diventare "una casa di riposo per artisti drammatici inabili al lavoro, non autosufficienti". La Fondazione è disciplinata dalla legge sulle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB- Regione Lazio), nella disponibilità della Regione Lazio che. Diverse giunte susseguitesi nel tempo hanno stanziato diversi milioni di euro per la sua sistemazione (diversi miliardi di vecchie lire per la ristrutturazione della villa nel 2000, altre centinaia di migliaia di euro nel 2006 e per ultimi, nel 2011, 150.000 euro di fondi statali per il solo "rifacimento del giardino rinascimentale della villa). Il Movimento 5 stelle chiede che vengano intraprese tutte le azioni necessarie per dare attuazione all'applicazione delle prescrizioni vincolanti della Delibera C.C. n. 92 del 1999, per iniziare la riconversione a verde pubblico del futuro Parco Piccolomini partendo dall'area già espropriata dall'Amministrazione Comunale nel 1976, mai utilizzata ed ora in stato di abbandono, di circa 19.000 mq e affinché si dia riscontro alla disponibilità formalizzata dalla Fondazione Piccolomini nella Commissione Capitolina Permanente IV del 18.12.2013 ad utilizzare subito una porzione di terreno per permettere la realizzazione di un "sentiero nel verde" , ciclabile e pedonale, al fine di facilitare il collegamento fra via Gregorio VII e via Aurelia Antica e Villa Pamphili.


mozione M5S


martedì 16 dicembre 2014

Roma 2024 Tor Vergata ancora aspetta..

-Bauwelt di Paola Pierotti- A Roma nel cantiere della Città dello Sport di Calatrava i lavori sono fermi da tre anni. Hanno lavorato anche 300 operai al giorno, con doppi turni, per correre contro il tempo verso la meta dei mondiali di nuoto del 2009, e realizzare una maxi-struttura polifunzionale in un’area di 50 ettari. Ma da giugno 2011 il cantiere è rimasto al 35%, è stato messo in sicurezza ed è costantemente sorvegliato. E quella che doveva essere la Città dello Sport altro non è che una vera cattedrale nel deserto: una struttura in cemento armato alta 20 metri, di cui 14 sono fuori terra. Su questa si attestano le travi in acciaio delle due strutture gemelle di coperture. Sulla carta le due cupole sono alte 80 metri, sono strutture leggere e si caratterizzano per la presenza di pieghe continue. In cantiere, si vede solo una struttura di copertura, c’è l’acciaio e mancano i vetri. “L’arco centrale che connette le due strutture gemelle, il palasport e il palanuoto, è lungo 130 metri. Le arcate del basamento – racconta il direttore del cantiere – sono tutte diverse una dall’altra, alcune arrivano a terra altre no. Le sezioni delle nervature sono molto sottili: hanno uno spessore di 50 cm negli archi e di 60 nei setti. Nel basamento si contano 204 archi, uguali due a due, con inclinazioni e lunghezze variabili. Tante cassaforme sono state utilizzate una sola volta perchè numerosi sono gli elementi unici e particolari in questo cantiere”. Un’opera complessa, per l’architettura spagnola, per l’ingegneria italiana, ma soprattutto per la gestione in cantiere. “Sono stati gettati 60mila mc di calcestruzzo pieno – aggiungono i tecnici del cantiere – che corrisponde a quanto servirebbe per riempire completamente di calcestruzzo 12 palazzine da 15 appartamenti ciascuna. Nella struttura di copertura ci sono 6,8milioni di kg di acciaio, una quantità comparabile con quella della Torre Eiffel”. Siamo a Tor Vergata, oltre il grande raccordo anulare, dove l’ex sindaco Walter Veltroni sognava di realizzare un polo sportivo monumentale, sull’onda dell’operazione realizzata per Atene 2004 (costruita, utilizzata ma oggi in grave stato di abbandono) e firmata proprio da Santiago Calatrava. Non lontano da Tor Bella Monaca, in una di quelle periferie da rammendare, come dice Renzo Piano, trattandosi della più grande area pubblica romana urbanizzata (600 ettari), non lontana dal campus universitario progettato da Marco Tamino (Ingenium Re) e dalla nuova Agenzia Spaziale dello studio 5+1AA. Il progetto non è nemmeno inserito nel recente censimento del Ministero delle Infrastrutture che conta 671 incompiute italiane. Per questa cattedrale non ci sono risorse da investire, è sfumata l’occasione di un grande evento per procedere con urgenza alla meta, e soprattutto manca una visione alternativa e perseguibile. Nei mesi scorsi in ambito accademico si è ventilata l’ipotesi di realizzare un giardino botanico sul modello di quello esistente a Singapore, ma ora sui tavoli dell’assessorato all’Urbanistica del Comune di Roma, c’è il concept di una nuova soluzione tutta da valutare in termini di spesa, di fattibilità e di costi di gestione: il palanuoto potrebbe diventare infatti una nuova sede universitaria delle facoltà di Matematica e Scienze: la superficie oggi libera, sopra i vuoti delle due grandi piscine, potrebbe ospitare una nuova struttura, a più livelli: un edificio dentro l’edificio, sotto la copertura reticolare. Il futuro si fa attendere intanto dal 2o11 la Città dello Sport è il simbolo dello spreco italiano, un patrimonio di architettura e ingegneria potenziale: “nel raggio di 30 minuti vivono 675mila persone, e se il raggio si estende fino a due ore di auto – racconta Maurizio Geusa, architetto che ha seguito l’operazione per conto del Comune di Roma – il bacino potenziale è di 9,5 milioni di cittadini, l’intera Italia Centrale tra Terni e Napoli”. L’area è oggi accessibile dalla rete autostradale e si trova sulla direttrice della futura diramazione della linea C della metropolitana. Le speranze di veder disincagliata l’opera sono minime. Intanto, almeno per fare cassa, qualche cantante o qualche regista potrebbe valutare l’ipotesi di affittare il cantiere come un set. A Roma è già successo: il cantiere del Palacongressi di Fuksas l’anno scorso è stato affittato ad un’azienda leader nel mondo della telefonia, per il lancio di un nuovo prodotto.