La classifica dei primi 10 esportatori di armi mostra una stabilità sorprendente. Mosca, in questi 15 anni, è il "numero due" a livello mondiale, arrivando ormai a sfiorare i dati del numero uno, cioè Washington, 6,6 miliardi di dollari, contro i 7,9 del competitore leader.
Al terzo posto ci si aspetterebbe di vedere la Cina, esportatore considerato spregiudicato per prezzi e approccio diplomatico. Spunta invece la prudentissima Germania che, senza far troppo rumore, è riuscita nella media a far meglio della Francia: 27,4 miliardi di dollari contro 25,3 nel periodo 1991- 2006.
Anche la Gran Bretagna si colloca dignitosamente nella graduatoria mondiale (5° posto)Pechino si piazza solo dopo Londra, guadagnando sì posizioni, ma con un netto distacco. Dopo la Cina, l'aspettativa sarebbe di un piazzamento di Paesi europei dinamici e piuttosto grandi; invece c'è l'Olanda, che per di più è addirittura priva di un integratore di sistema aeronautico.
All'8°posto figura l'Italia, con un totale nel periodo di 6,9 miliardi. Certo, occorre ricordare che eravamo al 6° posto negli anni ‘80, ma è altrettanto vero che eravamo anche scesi al 12°.
mercoledì 21 gennaio 2009
venerdì 16 gennaio 2009
venerdì 12 dicembre 2008
martedì 25 novembre 2008
Politiche ambientali
Se a Roma si insiste nel denunciare i presunti costi delle politiche ambientali, la promessa elettorale di Obama è stata invece quella di creare nel giro di dieci anni 5 milioni di posti di lavoro nel settore dell’energia pulita e di arrivare a un taglio delle emissioni di C02 dell’80% entro il 2050.
Obama parla agli ambientalisti. Un piano d’azione che dopo qualche iniziale incomprensione legata al ruolo dei biocarburanti e del “carbone pulito”
ha conquistato la stragrande maggioranza degli ambientalisti americani. “La travolgente vittoria di Obama e dei tanti candidati filo ambientalisti in giro per il Paese - esulta il presidente di Friends of Earth Brent Blackwelder - segnala un forte rigetto delle fallimentari politiche energetiche degli ultimi otto anni e un mandato storico per una trasformazione su vasta scala”.
Trasformazione, che “rappresenta il ritorno degli Usa sulla scena mondiale per la lotta contro i cambiamenti climatici e un forte rilancio dell’industria delle fonti rinnovabili” rendendo “alla luce delle novità in arrivo ancora più imbarazzante e penoso il balbettio italiano per sottrarsi agli impegni contro il riscaldamento del Pianeta”.
Obama parla agli ambientalisti. Un piano d’azione che dopo qualche iniziale incomprensione legata al ruolo dei biocarburanti e del “carbone pulito”
ha conquistato la stragrande maggioranza degli ambientalisti americani. “La travolgente vittoria di Obama e dei tanti candidati filo ambientalisti in giro per il Paese - esulta il presidente di Friends of Earth Brent Blackwelder - segnala un forte rigetto delle fallimentari politiche energetiche degli ultimi otto anni e un mandato storico per una trasformazione su vasta scala”.
Trasformazione, che “rappresenta il ritorno degli Usa sulla scena mondiale per la lotta contro i cambiamenti climatici e un forte rilancio dell’industria delle fonti rinnovabili” rendendo “alla luce delle novità in arrivo ancora più imbarazzante e penoso il balbettio italiano per sottrarsi agli impegni contro il riscaldamento del Pianeta”.
martedì 4 novembre 2008
sabato 25 ottobre 2008
Beep beep
La crisi finanziaria pre-elettorale degli Usa nasconde più probabilmente la fine del rapporto dollaro-petrolifero. Il dollaro è ormai simile a Willy, il celebre coyote dei cartoni animati. Nell'inseguimento del suo storico nemico Beep-beep, varca l'orlo di un precipizio, continua per un po' a correre in aria fin quando non si accorge di trovarsi nel vuoto e si schianta per terra. Sono anni che il dollaro corre nel vuoto. Il problema è capire se e quando si schianterà, o se riuscirà a fare un atterraggio morbido. Tutti concordano su un punto: gli squilibri strutturali degli Usa non sono sostenibili, a meno che non vengano difesi con una serie continua di guerre.
domenica 12 ottobre 2008
Crisi e recessione globale, almeno si respirerà un pò meglio
Un rallentamento dell'economia globale potrebbe consentire alla Terra di tirare un po' il fiato, dopo le emissioni eccessivamente alte di biossido di carbonio responsabili del cambiamento climatico. Lo ha detto Paul J. Crutzen, premio Nobel per la Chimica nel 1995, esperto di chimica atmosferica.
Le grosse nubi, che si addensano sull'economia mondiale potrebbero alleviare il fardello ambientale del Pianeta.
Un minor aumento delle emissioni di Co2 ed un uso migliore delle risorse energetiche, ma dipenderà dalle volontà dei governi, i primi dati sul consumo energetico sembrano indicare un minor consumo di idrocarburi per i prossimi 6-9 mesi, con sicuri benefici effetti per la stratosfera. Le emissioni rilasciate dalla combustione dei carburanti di origine fossile in centrali elettriche, fabbriche, case e veicoli, stanno crescendo di almeno il 3% l'anno.
L'obiettivo di dimezzare le emissioni totali entro il 2050 potrebbe essere aiutato dalla grande recessione mondiale.
Le grosse nubi, che si addensano sull'economia mondiale potrebbero alleviare il fardello ambientale del Pianeta.
Un minor aumento delle emissioni di Co2 ed un uso migliore delle risorse energetiche, ma dipenderà dalle volontà dei governi, i primi dati sul consumo energetico sembrano indicare un minor consumo di idrocarburi per i prossimi 6-9 mesi, con sicuri benefici effetti per la stratosfera. Le emissioni rilasciate dalla combustione dei carburanti di origine fossile in centrali elettriche, fabbriche, case e veicoli, stanno crescendo di almeno il 3% l'anno.
L'obiettivo di dimezzare le emissioni totali entro il 2050 potrebbe essere aiutato dalla grande recessione mondiale.
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